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Nell’Ager Falernus con Villa Matilde: #Intervistando Maria Ida Avallone

Come è nata Villa Matilde?

Villa Matilde è nata per un atto di amore e passione di mio padre, Francesco Paolo Avallone, che negli Anni Cinquanta decise che doveva fare qualche cosa affinché il vino più antico del Mediterraneo, il Falerno, non andasse perso. Infatti questo vino, a seguito dell’attacco della fillossera arrivata in Italia nei primi del Novecento, era quasi completamente scomparso.

In collaborazione con alcuni professori della Facoltà di Agraria di Napoli mio padre decise di ricercare nell’antica zona del Falerno eventuali piante sopravvissute. Al termine di una lunga ricerca durata oltre 10 anni si individuarono alcuni ceppi di uva a bacca bianca e a bacca rossa che erano da ricollegare all’antico Falerno. Con queste poche piante si ebbe la base per la rinascita di questo mitico vino che, come un’araba fenice, risorse dalle proprie ceneri.

Mio padre acquistò alcuni terreni nella zona storica della produzione del Falerno, l’area ai piedi del vulcano di Roccamonfina e del monte Massico e mise a dimora le prime barbatelle prodotte dagli antichi ceppi ritrovati. Oggi, nella stessa zona, villa Matilde ha 75 ettari di superficie vitata.

Che varietà coltivi e che denominazioni ti rappresentano.

A Villa Matilde si coltivano solo varietà autoctone e strettamente legate alle radici territoriali. Dunque a bacca bianca coltiviamo solo falanghina del biotipo falerna e a bacca rossa aglianico e piedirosso, sempre del biotipo falerno, oltre al primitivo, che unito all’aglianico dà vita al Cecubo, altro vino di oraziana memoria rinato grazie all’opera di archeologia enologica condotta dalla nostra famiglia.

Quale messaggio vuoi dare con il tuo vino?

Attraverso i nostri vini vogliamo raccontare la magia e il fascino della nostra terra, ricca di storia enologica.

Cosa ti lega di più al tuo territorio, e cosa ritrovi di questo nel vino che produci?

Amo profondamente la terra del Falerno, le cui dolci colline si adagiano sul mar Tirreno, al confine tra Lazio e Campania. Nei vini ritrovo tutte le caratteristiche del territorio, la grande personalità e riconoscibilità, note evidenti di pietra focaia, balsamico e mineralità unite a un equilibrio e una piacevolezza senza eccessi tali da rappresentare pienamente l’armonia del territorio.

Quali sono i sapori tipici della tua terra che ti piace abbinare di più ai tuoi vini?

La Campania è terra ricca di materie prime e di tradizioni gastronomiche. Molti possono essere gli abbinamenti con i miei vini. Ne elenco solo alcuni:

La Falanghina con una frittura di paranza (pesce assortito di piccole dimensioni) o con la mozzarella di bufala, oppure abbinata ad uno spaghetto con le vongole .

Il Falerno del Massico rosso con un ragù napoletano (cotto a bassa temperatura per non meno di 6 ore) o con un brasato o ancora con una bella grigliata di carne assortita o con formaggi stagionati.

Un Terre Cerase (rosato di Aglianico) con una splendida pizza margherita, fragrante e mediamente sottile come vuole la nostra tradizione o con salumi, parmigiana di melanzane o arancini di riso.

Un tuo bel ricordo enologico.

Ne potrei raccontare tanti. Ma mi piace ricordare quando iniziammo a presentare agli addetti ai lavori il cru di Falerno del Massico rosso, il vigna Camarato vendemmia 1995.

Era il 1998 e la Campania enologica iniziava a riappropriarsi dell’antico lustro. All’epoca pochi erano i vini significativi e prodotti nell’assoluto rispetto della varietà e del territorio. Quel vino mise critici e consumatori d’accordo e segnò un cambiamento radicale nella storia di Villa Matilde e della produzione enologica campana.

Passioni a parte il vino: cosa ami fare nel tempo libero?

Amo la vita e quindi tutto ciò che è possibile realizzare. Sono piena di hobbies e di passioni. Dalla cucina alla musica alla lettura. Amo dividere il mio tempo con chi amo, mia figlia, la mia famiglia, gli amici, i miei cani. Sono uno spirito libero e curioso quindi non potrei che amare viaggiare. E adoro il mare. Non potrei vivere in una città senza mare. È la mia bussola.

Un sogno, un rimpianto e un progetto.

Il mio sogno: poter lavorare a Villa Matilde con mia figlia (che invece vuole fare il magistrato). Un rimpianto: fortunatamente ad oggi non ne ho. Un progetto: tanti, forse troppi. Tra tutti quello di diffondere in tutto il mondo la conoscenza ed il valore del Falerno.

Un messaggio agli amici di Svinando.

Vi aspetto a Villa Matilde dove sarò lieta di farvi personalmente da guida.

Img credits: Villa Matilde

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Immagine offerta bottiglia di Falanghina Roccamonfina IGP Villa Matilde Az. Agr. Villa Matilde - Svinando
Bottone Scopri
Falanghina Roccamonfina IGP Villa Matilde
2012, Az. Agr. Villa Matilde, Campania

In Campania la falanghina origina da sempre ottimi vini bianchi. Oggi vi presentiamo uno di quelli che ci ha colpiti di più: la Falanghina Roccamonfina di Villa Matilde. Un’interpretazione di grande carattere, con un profumo molto espresso verso toni di scorza d'arancio, e una bocca fresca caratterizzata da uno sprint finale sapido e lungo.
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Immagine offerta bottiglia di Falerno del Massico Bianco DOP Az. Agr. Villa Matilde - Svinando
Bottone Scopri

Falerno del Massico Bianco DOP
2013, Az. Agr. Villa Matilde, Campania

Metti insieme un vino storico della Campania, un produttore di riferimento, un vitigno che non sbaglia mai… et voilà, il Falerno del Massico Bianco di Villa Matilde: intenso e profondo nei profumi, di frutta gialla matura (pesca e ananas), agrumi, citronella, chinotto, erbe mediterranee e mandorla. Equilibrato e vibrante in bocca. Che bontà!
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