Cosa: Sauvignon Blanc biologico
Perché: Per chi cerca un bianco altoatesino che esca dai soliti schemi
Perfetto con: Risotti alle verdure, cucina asiatica raffinata e formaggi caprini
Cosa: Sauvignon Blanc biologico
Perché: Per chi cerca un bianco altoatesino che esca dai soliti schemi
Perfetto con: Risotti alle verdure, cucina asiatica raffinata e formaggi caprini
Italia
Imbottigliato all'origine da WEINGUT SCHLOSS ENGLAR VIA PIGANO' 42- St. MICHAEL - EPPAN (BZ)
Schloss Englar è una delle tenute più affascinanti di San Michele Appiano, dove la famiglia dei conti Khuen-Belasi produce vino dal lontano 1640. Siamo nel cuore pulsante dell’Oltradige. Qui il terreno non è affatto pigro: la combinazione di ghiaia calcarea e porfido disgregato costringe le radici a scendere in profondità, regalando al vino una spina dorsale minerale che si sente tutta. Il Sauvignon Fumé di Englar nasce da viti di circa vent'anni. Le uve crescono a circa 500-550 metri di altezza e vengono raccolte a mano in due passaggi distinti per assicurare la perfetta maturazione di ogni singolo grappolo. In cantina il lavoro è meticoloso: fermentazione spontanea al 100% in Tonneaux e un anno di riposo sulle fecce fini. Questo trattamento smussa gli angoli e a regala quella morbidezza cremosa che lo distingue dai fratelli minori. Nel calice si presenta di un giallo paglierino intenso e luminoso. Al naso si inizia con le note tipiche di uva spina e salvia selvatica, per poi scoprire fiori di sambuco, zenzero e un soffio di spezie dolci dato dal legno. In bocca è un vino che ha carattere. La mineralità è spiccata, quasi salina, e il finale è lungo e vibrante. Ha una persistenza che non vi abbandona facilmente, lasciando un ricordo di pietre bagnate e agrumi freschi. A tavola è un compagno eclettico. Da provare con un risotto agli asparagi bianchi o con formaggi di capra di media stagionatura.
Strada del Vino. Alto Adige. Qui il profilo delle montagne incontra la geometria perfetta dei filari e a San Michele Appiano sorge Schloss Englar, un castello gotico che sembra uscito da un libro di fiabe ma che, in realtà, racconta una delle storie vitivinicole più autentiche della regione. Di proprietà dei Conti Khuen-Belasi sin dal 1640, la tenuta ha attraversato secoli di storia agricola. Nel 2012, dopo oltre ottant'anni in cui le uve venivano conferite alla cantina sociale, il Conte Johannes Khuen-Belasi ha deciso di riprendere la vinificazione in proprio, riportando l'intero processo produttivo tra le mura storiche del castello. Un luogo così speciale meritava di essere raccontato attraverso un'etichetta propria, capace di riflettere l'anima di queste terre. La filosofia di Schloss Englar è semplice quanto rigorosa: il vino nasce nel vigneto, non in cantina. Per Johannes, "produrre vini di eccellenza richiede viti che crescano in modo armonico in un territorio sano". Per questo motivo, l'azienda ha abbracciato l'agricoltura biologica, eliminando l'uso di sostanze chimiche di sintesi e rispettando i cicli naturali. In vigna si pratica una riduzione volontaria della resa: ogni pianta viene valutata singolarmente per garantire che solo i grappoli migliori arrivino a maturazione. Questo approccio "artigianale" permette di ottenere uve sane e cariche di carattere, riducendo al minimo la necessità di interventi tecnici durante la vinificazione. In campagna i circa 7-10 ettari della tenuta godono di una posizione privilegiata, dove condizioni uniche regalano ai vini una freschezza vibrante e una mineralità quasi tagliente, tratti distintivi dei grandi bianchi altoatesini.
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