Decant.
Cosa: Moscato Bianco secco
Perché: Per l'affinamento unico: a 2000 metri in miniera
Perfetto con: Fonduta valdostana, cucina etnica aromatica o pesci di acqua dolce
Decanter
Cosa: Moscato Bianco secco
Perché: Per l'affinamento unico: a 2000 metri in miniera
Perfetto con: Fonduta valdostana, cucina etnica aromatica o pesci di acqua dolce
Italia
LA CROTTA DI VEGNERON Coop. Agr.Piazza Roncas, 2 Chambave (AO) 11023
In Valle d’Aosta alcune bottiglie passano mesi nel ventre della montagna, cullate dal buio pesto e dal silenzio assoluto di un’antica miniera. Questo è il caso del Valle d'Aosta DOC Chambave Muscat Mines di La Crotta di Vegneron. Ma procediamo con ordine. Il territorio della Valle d’Aosta è un esempio lampante di viticoltura eroica, dove i filari si arrampicano su pendenze che tolgono il fiato. A Chambave, in particolare, un borgo che sembra uscito da una fiaba medievale, il sole picchia forte di giorno ma l’aria si fa gelida appena cala la notte. Questa escursione termica è il segreto che regala alle uve un’intensità aromatica pazzesca. Crotta di Vegneron, cooperativa che riunisce oltre settanta vignerons, ha deciso di legare il destino di questo bianco alle Miniere di magnetite di Cogne. Un tempo qui si faticava per estrarre il ferro. Oggi, a 2000 metri di quota, le gallerie offrono un rifugio con temperatura e umidità ideali per l'affinamento del vino. Un processo lento e quasi magico. La sottozona Chambave è celebre proprio per aver trasformato un vitigno spesso associato al dolce in un bianco secco e strutturato. Qui, infatti, il Moscato Bianco regna in purezza, senza bisogno di aiuti. È un'uva che in questa valle trova una mineralità rocciosa capace di bilanciare la sua naturale esuberanza floreale. Giallo paglierino luminoso, attraversato da riflessi verdolini che sprizzano giovinezza, al naso questo bianco non scherza affatto. Una cascata di fiori gialli e pesca bianca, con un sottofondo minerale che ricorda la pietra bagnata. Anche in bocca è una sorpresa continua. Nonostante l'olfatto faccia pensare a qualcosa di dolce, il sorso è secco, morbido e piacevolmente sapido. Il finale è lungo e pulito, lasciando un ricordo di erbe alpine che invita subito a un altro sorso. A tavola mette tutti d'accordo. Da provare con una classica fonduta valdostana o con piatti della cucina orientale, come un sushi o una tempura di gamberi. Per chi vuole restare sul classico, possiamo abbinarlo a una trota al ginepro.
Non sono in molti a conoscere la qualità dei vini Valdostani. Del resto non è strano. Se ne producono così pochi che solo i veri esperti, spesso, hanno la possibilità di assaggiarli. Eppure le produzioni, pur piccole, sono sovente di qualità eccellente. Del resto la zona di Chambave, paese centrale della Valle d'Aosta, situato a 18 km a Est di Aosta e 7 km ad Ovest di Saint-Vincent, è una zona di antica produzione viticola. Addirittura le prime tracce scritte riferibili ai vini prodotti qui, ai piedi delle cime più alte d'Europa, risalgono al basso Medioevo. Del resto il terreno è perfetto per la coltivazione di uve di qualità, con suoli sabbiosi, ciottolosi, poco profondi e ricchi in sali minerali. Qui si trova La Crotta di Vegneron, un’azienda agricola giovane, composta da quasi 100 "vigneron" che, tutti insieme, coltivano poco più di 30 ettari di vigneto. La loro specialità sono i vini prodotti dai particolari vitigni autoctoni della regione, senza ovviamente dimenticare anche quelli più tradizionali. Vini di montagna, sinceri e buoni.
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