Cosa: Susumaniello in rosa
Perché: Per i fragranti ricordi di frutti rossi e il sorso sapido
Perfetto con: Sauté di cozze e vongole, pizza margherita
Cosa: Susumaniello in rosa
Perché: Per i fragranti ricordi di frutti rossi e il sorso sapido
Perfetto con: Sauté di cozze e vongole, pizza margherita
Italia
Cantine Paolo Leo, via Tuturano 21 - 72025 San Donaci (BR)
Un pugno di frutti di bosco freschi. Questo è ciò che richiama alla mente un calice di Susumaniello Rosato di Cantine Paolo Leo. Ci troviamo in Puglia, dove le vigne crescono su terreni calcarei e argillosi, baciati dal sole e ventilati. Il Susumaniello vanta una storia davvero singolare. Per decenni è stato considerato un vitigno minore e quasi abbandonato. Il motivo risiedeva nel suo curioso comportamento. In gioventù la pianta produceva grappoli in modo esagerato. Con l'età adulta, però, la resa crollava drasticamente. Questa incostanza spingeva i contadini a preferirgli altre varietà. Oggi riscoperto, questo vitigno rappresenta una gemma luminosa dell'enologia regionale. I vigneti Paololeo si trovano a 350 metri sul livello del mare e sono coltivati a Guyot. La vendemmia si svolge a mano nelle prime ore del mattino a fine settembre. Le uve arrivano in cantina fresche e subiscono una brevissima macerazione pellicolare a freddo. Questo contatto di poche ore estrae il colore e gli aromi più nobili della buccia. Segue la pressatura soffice e la fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. In seguito il vino affina per tre mesi in acciaio sulle fecce fini e un mese in bottiglia. Rosa tenue e brillante che ricorda i petali di rosa. Al naso emergono nitide note di fragolina di bosco, melagrana e lampone, sfumate di zagara e timo. In bocca rivela una bella spalla acida, bilanciata da un sorso morbido e sapido. A tavola accompagna un sauté di cozze e vongole ma è eccellente anche con la pizza margherita o con una parmigiana di melanzane.
Oggi ci troviamo nel cuore del Salento, terra baciata dal sole e accarezzata da due mari. Qui la viticoltura è antichissima. A San Donaci, all'interno del Parco del Negroamaro, si trovano le Cantine Paololeo, realtà dinamica, solida e affascinante del panorama enologico pugliese. Fondata ufficialmente nel 1989 da Paolo Leo, la cantina affonda in realtà le sue radici in una tradizione familiare profonda, legata a doppio filo alla vigna e al rispetto per la propria terra. Oggi in azienda insieme a Paolo ci sono la moglie Roberta e i quattro figli: Nicola, enologo di casa, Stefano, Francesco e Alessandro. La produzione si basa sui vitigni autoctoni del territorio, primi fra tutti il Negroamaro e il Primitivo, affiancati dalla Malvasia Nera e Bianca e dal Susumaniello. Le vigne si estendono tra la zona del Salice Salentino e i terreni rossi e calcarei di Monteparano, nel cuore della DOC del Primitivo di Manduria. Tra le scelte più distintive della cantina c'è l'impegno concreto per la tutela del paesaggio e della biodiversità. Paololeo è stata una delle prime realtà pugliesi a promuovere la salvaguardia dei vecchi impianti ad alberello pugliese, vera e propria memoria storica dell'enologia locale. Un sistema di allevamento faticoso e interamente manuale che regala uve di rara concentrazione. L'azienda ha inoltre ottenuto la certificazione Equalitas per la sostenibilità ambientale, etica ed economica, a testimonianza di una gestione attenta alle risorse naturali e alla comunità.
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