Cosa: Nebbiolo in purezza
Perché: Racconta l'anima sabbiosa e storica del Roero
Perfetto con: Agnolotti del plin, carni rosse brasate
Cosa: Nebbiolo in purezza
Perché: Racconta l'anima sabbiosa e storica del Roero
Perfetto con: Agnolotti del plin, carni rosse brasate
Italia
Azienda Agricola Filippo Gallino, Valle Pozzo, 63, 12043 Canale CN
Un vino nato da un antico mare. Ma non sulla costa. Ci troviamo tra le colline della sponda sinistra del Tanaro, nella zona del Roero. Qui il suolo nasconde un segreto geologico affascinante. Milioni di anni fa queste terre erano sommerse dal Golfo Padano. Ancora oggi, camminando tra i filari di Canale, è possibile calpestare sabbie finissime che custodiscono piccoli frammenti di conchiglie preistoriche. Ed è proprio qui che l'azienda agricola Filippo Gallino produce il Roero DOCG Licin, un Nebbiolo che fa della finezza la sua bandiera. Il nome Licin è un affettuoso omaggio a Felice Gallino, il nonno di Filippo nato nel 1904. In Langa e Roero i soprannomi sono una cosa seria e definiscono l'identità di una famiglia per generazioni. Il Nebbiolo è una pianta esigente, la prima a germogliare e l'ultima a essere vendemmiata, spesso quando le prime nebbie autunnali avvolgono le vigne. In questo specifico cru, le uve vengono selezionate con cura certosina per garantire che solo il meglio arrivi in cantina. In cantina, dopo la pigiadiraspatura, il mosto macera con le bucce per circa 7-10 giorni. Durante questo periodo si effettuano continui rimontaggi manuali. Un lavoro di pazienza che serve a estrarre colore e tannini senza eccedere nella durezza. Dopo la vinificazione in acciaio, il vino riposa per 12 mesi in botti di legno da 25 ettolitri, un passaggio fondamentale per ammorbidire il carattere del vitigno. Alla vista si presenta di un rosso rubino luminoso, con quei tipici riflessi granati che anticipano la maturità. Al naso piccoli frutti rossi e lampone, subito seguiti da note floreali di violetta e petali di rosa. Non mancano i sentori evoluti di cuoio, liquirizia e una speziatura intrigante di cardamomo e chiodi di garofano. In bocca è pieno e avvolgente, con un finale persistente dove tornano la mora e la fragola selvatica. Vino dotato di un ottimo potenziale d'invecchiamento, con il passare degli anni il Licin evolve senza perdere freschezza. Con il passare dei mesi in bottiglia, le note fruttate lasceranno spazio a terziari sempre più complessi e affascinanti. E' una bottiglia che non teme la cantina, anzi, sa come ricompensare chi ha la pazienza di aspettarla.
Oggi ci troviamo nel cuore del Roero, dove la sabbia e la pendenza non sono solo elementi del paesaggio, ma il segreto dietro ogni vino. Qui opera Filippo Gallino, una cantina che incarna perfettamente l'anima autentica e schietta del Piemonte meno "austero" e più conviviale. La storia della cantina Filippo Gallino inizia molto prima che il Roero diventasse una zona di tendenza per gli appassionati di vino. Siamo a Canale, una delle capitali storiche di questo territorio, dove la famiglia Gallino coltiva viti da generazioni. Negli anni '70 Filippo decide di dare una svolta decisiva: smettere di vendere l’uva sfusa per iniziare a imbottigliare il proprio sogno. Oggi, quella stessa passione è portata avanti con orgoglio dal figlio Gianni e dalla sua famiglia. Filippo è stato uno dei pionieri che ha creduto nell'Arneis quando questo rischiava di scomparire. Ma in azienda si coltiva anche il Nebbiolo che, nelle mani dei Gallino, perde quella rigidità giovanile a volte difficile, diventando un vino setoso, profumato di viola e piccoli frutti rossi.
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