Cosa: Biologico, affinato in barrique francesi
Perché: Per la generosità e la struttura
Perfetto con: Carni bianche, crostacei, formaggi stagionati o erborinati
Cosa: Biologico, affinato in barrique francesi
Perché: Per la generosità e la struttura
Perfetto con: Carni bianche, crostacei, formaggi stagionati o erborinati
Italia
Tenute Rapitalà - Contrada Rapitalà, 90043, Camporeale PA
Provate a immaginare lo stemma nobiliare inciso su un'etichetta di vino siciliano. Non è un vezzo estetico ma la firma di una storia vera, quella della famiglia che ha fondato una delle cantine più importanti dell'isola. Siamo a Camporeale, in provincia di Palermo, un territorio che conserva ancora oggi tracce profonde della dominazione saracena. Tenuta Rapitalà nasce per volontà della famiglia del conte Hugues Bernard de la Gatinais, di origini francesi. E proprio grazie a questa radice d'oltralpe, la cantina fu tra le prime in Sicilia a puntare su vitigni internazionali come lo Chardonnay, quando tutti intorno coltivavano solo varietà autoctone. Il Conte Hugues, oggi vino biologico, è dedicato proprio al fondatore ed è considerato una delle etichette più rappresentative della tenuta. Uve coltivate a 500 metri di altitudine su terreni argilloso-sabbiosi con esposizione nord-sud, l'altitudine permette alle uve di mantenere una buona acidità anche nelle annate più calde, evitando quella pesantezza che a volte si associa ai bianchi siciliani. La vendemmia avviene ad agosto, quando l'uva ha raggiunto la piena maturazione. La pigiatura è soffice, il mosto fiore riposa in decantazione statica a freddo. La fermentazione alcolica parte in acciaio inox, ma qui arriva il passaggio che fa la differenza: dopo circa due terzi del processo, il vino viene trasferito in barrique di rovere francese, dove resta a contatto con i propri lieviti per oltre dieci mesi. Questo affinamento parziale in legno regala struttura senza appesantire troppo il frutto. Nel bicchiere il colore è oro chiaro, luminoso. Al naso risulta generoso, con frutta tropicale e agrumi che si intrecciano a note di vaniglia e spezie dolci, tipiche firme dello Chardonnay ben vinificato, arricchite dai sentori aromatici del legno. In bocca è morbido e avvolgente, con richiami mediterranei ben riconoscibili. La struttura è ampia, generosa, e il finale si allunga a lungo, lasciando il palato soddisfatto. A tavola dà il meglio con carni bianche, sia calde che fredde, dove la sua morbidezza dialoga con la delicatezza della carne. Funziona bene anche con crostacei e piatti di mare strutturati, capaci di reggere il confronto con un bianco di questa intensità.
Tra le colline della Sicilia occidentale, dove la provincia di Palermo incrocia quella di Trapani, si trova Tenuta Rapitalà, un nome fascinoso che affonda le sue radici nell'arabo Rabat-Allah, ovvero il "giardino di Allah". La storia moderna di questa realtà iconica ha inizio nel 1968, all'indomani del devastante terremoto della Valle del Belice. In quel momento il Conte Hugues Bernard de la Gatinais, ufficiale della marina francese originario di Saint-Malo, e sua moglie, la palermitana Gigi Guarrasi, decidono di non cedere allo sconforto delle macerie, ma di piantare nuove radici. Il loro sogno era ambizioso e pionieristico: unire la raffinatezza e il savoir-faire enologico francese al calore e alla straordinaria vocazione della terra siciliana. Siamo nel territorio di Camporeale, una zona collinare baciata da un sole generoso e costante, continuamente accarezzata dalle brezze che soffiano dal mare. Oggi i 175 ettari di vigneto di Tenuta Rapitalà formano un vero e proprio mosaico di microclimi, altitudini e suoli differenti, che spaziano dai terreni più argillosi a quelli sabbiosi e calcarei. Questa fortunata conformazione geografica garantisce importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte, fondamentali per preservare l'acidità e la freschezza aromatica delle uve, regalando ai vini una grande concentrazione di profumi e un'eleganza strutturale non comune. La filosofia produttiva di Rapitalà si fonda su un principio semplice: ascoltare la natura e valorizzare l'identità di ogni singolo appezzamento attraverso una viticoltura sempre più orientata alla sostenibilità e al biologico. Negli anni 80 la tenuta è stata protagonista di una vera rivoluzione, dimostrando che accanto agli autoctoni d'eccellenza, come Catarratto e Nero d'Avola, anche le grandi varietà internazionali come Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Syrah potevano trovare in questo angolo di Sicilia un habitat ideale.
Se vuoi acquistare "Conte Hugues" Chardonnay Sicilia DOC 2023 di con pagamenti sicuri. Svinando ha oltre 50.000 clienti soddisfatti. Oltre a "Conte Hugues" Chardonnay Sicilia DOC 2023 di potrebbero interessarti anche altri nostri vini in pronta consegna
Procedendo confermi di voler annullare l'ordine.
Suggerimento: se vuoi modificare il tuo ordine o hai fatto per errore un ordine doppio contatta prima il Customer Care.
.Verifica il tuo indirizzo email e clicca sul pulsante "Iscriviti".
Acconsento a ricevere la newsletter di Svinando e alla misurazione della sua apertura tramite pixel di tracciamento, come descritto nell'informativa.
DEVI CONFERMARE LA PRIVACY