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Vini rosati: caratteristiche, produzione e abbinamenti

Eleganza, raffinatezza e freschezza in un calice

Dalle tonalità delicate e dai profumi freschi, i vini rosati – chiamati anche solo rosé – sono spesso considerati erroneamente un mix tra vini bianchi e vini rossi. Eleganza e finezza sono quindi le qualità principali di questo prodotto, apprezzato non solo per l’aperitivo ma a tutto pasto.

 

Come si produce il vino rosato

 

Innanzitutto, è importante sfatare subito un falso mito: il vino rosé non si produce mescolando vino bianco e vino rosso. Esiste sicuramente una relazione tra queste due tipologie di vino nel processo di produzione, ma è legata al metodo di vinificazione. Ci sono diversi metodi di produzione del vino rosato, ma quello più diffuso consiste nell’iniziare il processo con la vinificazione in rosso e concludere con la vinificazione in bianco.

 

Salvo alcune eccezioni, i vini rosati sono prodotti utilizzando uva a bacca nera, che in una prima fase viene lavorata con il metodo di vinificazione in rosso. Dopo la pigiatura, infatti, il mosto è sottoposto a un breve periodo di macerazione (da alcune ore a un massimo di 2 giorni) a contatto con le sue bucce, le quali rilasciano polifenoli e tannini senza però concludere il processo, conferendo quindi il caratteristico colore rosato. In seguito, si prosegue con la svinatura e la fermentazione alcolica del mosto a basse temperature prima dell’imbottigliamento.

 

L’unica eccezione è quella delle cuvées degli spumanti rosati ottenuti mediante il metodo classico, che possono essere ottenute anche mescolando vini base bianchi e rossi. Ne è un esempio il "Berlucchi '61" Franciacorta Rosé DOCG, ottenuto da Pinot Nero e Chardonnay.

 

Vini rosati: le tipologie

 

Quando si parla di vini rosati si possono distinguere diverse tipologie:

  • Vins gris, dal colore molto tenue, prodotti soprattutto in Francia partendo da uve Cinsaut Rosé, Cinsaut Gris e Cinsaut;
  • Blush wines, vini rosati di provenienza americana, prodotti utilizzando uve Zinfandel, dal gusto abboccato e spesso caratterizzati da una lieve effervescenza;
  • Vini di una notte, dal colore tendente al rosso, chiamati così in quanto la macerazione prevede dalle 6 alle 12 ore, come per esempio il Puglia Rosato IGP “Unanotte”;
  • Vini di un giorno, dal colore più intenso, la cui macerazione dura almeno 24 ore;
  • Rosés de saignée, chiamati così perché vengono prodotti attraverso una tecnica, la quale prevede che durante la fase della macerazione del rosso venga prelevata una quantità che verrà destinata alla vinificazione in bianco, per ottenere un rosato.

 

Vini rosé: caratteristiche organolettiche e abbinamenti

vini rosati abbinamenti

 

Dal rosa tenue al rosa cerasuolo passando per il rosa chiaretto, i vini rosé si caratterizzano non sono in base al colore, ma spiccano per il gusto molto morbido dato dalla breve macerazione e dal profumo fruttato e floreale. Caratterizzati da un grado alcolico solitamente compreso tra 12,5% e 13,5%, i vini rosati vengono apprezzati al meglio se serviti freschi, tra i 10 e i 12 C°.

 

Dal carattere fortemente versatile, i vini rosati permettono tipologie di abbinamento molto diverse, soprattutto quando appare difficile la scelta tra rosso e bianco. Sono quindi ottimi con antipasti di pesce come dimostra l’"Ephyra" Campania IGP Aglianico Rosato 2021, ma anche con piatti ricchi come i risotti, con alcuni salumi, con le carni bianche, i piatti di verdure ma anche i dolci con la frutta.

 

 

Ora che conosci tutti i segreti di questi vini eleganti e raffinati, scopri i migliori rosati selezionati per te dagli esperti di Svinando!

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