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Svinando

Qual è il giusto prezzo per una bottiglia di vino?

Esiste un metodo infallibile per scegliere la giusta bottiglia al giusto prezzo? Niente formule magiche, ma alcune preziosi indicazioni per scegliere il vino che ami al prezzo migliore

Ci sono alcuni elementi oggettivi, comuni a tutti i vini, che influiscono sul prezzo del vino al consumatore. Innanzitutto è bene ricordare che il vino, prima che un prodotto sociale e culturale, è un prodotto agricolo, e passano anni dal momento in cui inizia il processo produttivo a quando il vino è pronto per la commercializzazione. Ogni anno la quantità e la qualità dell’uva sarà diversa rispetto all’anno precedente.

Poi bisogna tenere conto del lavoro in vigna: manodopera e prodotti per la cura dei vigneti e la raccolta e lavorazione dell’uva, scelte delle uve da destinare alla produzione dei vari vini, selezione dei grappoli migliori, etc.

Dopodiché entra in gioco il lavoro in cantina: esistono numerosissime tecniche di vinificazione e affinamento diverse, e ognuna di esse influisce in modo sostanziale sulla qualità e quindi sul prezzo del vino. A tutto questo si aggiungono il costo di bottiglie, tappi, etichette, costi di ammortamento e marketing, distribuzione, ricarico dei venditori, etc.

Fatte queste considerazioni vediamo di sfatare alcuni miti sul giusto prezzo di una bottiglia di vino.

Il prezzo dipende dal vitigno: assolutamente no. Pensiamo al Nebbiolo: si può trovare vino sfuso a base Nebbiolo a meno di 2€ al litro. Ma è anche il vitigno alla base di vini del calibro di Barolo e Barbaresco. O di decine di altre denominazioni di qualità, con prezzi e caratteristiche molto diversi tra loro, che dipendono, come abbiamo visto, da moltissimi fattori.

Il prezzo dipende dal produttore: valutare un prezzo sulla base del produttore può essere fuorviante.

È possibile trovare vini di uno stesso produttore che vanno dai 5 ai 50€. Inoltre molti tra i produttori più conosciuti, rispetto ai piccoli produttori artigianali, hanno una produzione industriale o quasi, con economie di scala e processi altamente meccanizzati: questo permette di produrre anche milioni di bottiglie ogni anno, abbattendo notevolmente tempi e costi di produzione e di conseguenza i prezzi. In un caso del genere è abbastanza facile trovare vini “conosciuti” a prezzi relativamente contenuti: ma la qualità è sempre garantita? E in fondo quanto conta il prezzo nel determinare la nostra scelta finale? Pensiamo a un altro prodotto italiano tipicamente diviso tra produzione artigianale e industriale: il gelato. Cosa mi spinge a pagarlo oltre 20€ al kg quando posso trovarlo al supermercato a meno della metà?

Il prezzo dipende dal tipo di vino: vero solo in parte.

È normale aspettasi che uno Champagne o un Barolo costino più di un Vermentino o di una Bonarda. Ma è importante capire che, come anche per altri prodotti, esistono diverse categorie e fasce di prezzo quando si parla di vino e, all’interno della stessa fascia, prezzi anche significativamente diversi. Prendiamo le auto. Come è chiaro a tutti, ci sono le auto di lusso ma anche le utilitarie. Non è possibile paragonare le une alle altre in termini di prezzo: sarebbe bizzarro pretendere per una Ferrari lo stesso prezzo di una Panda. Tuttavia tra le utilitarie è possibile trovare vergognosi pezzi di latta come veicoli di tutto rispetto. E il prezzo di una buona utilitaria full optional può avvicinarsi a quello del modello base di una sportiva. Fatte le dovute proporzioni, lo stesso ragionamento può essere applicato al vino: a parità di tipologia, molto dipende dalle materie prime utilizzate, dalle tecniche e logiche di produzione, dall’abilità del produttore.

È possibile trovare vini di qualità a prezzi bassi: può succedere, anche se bisogna tener conto di tutto quanto finora analizzato per fare valutazioni e paragoni corretti. Il problema è quando il prezzo è troppo basso. Ad esempio, secondo una ricerca pubblicata dall’ UniCeSV (Centro universitario di Ricerca e formazione per lo sviluppo competitivo delle imprese del Settore Vitivinicolo italiano), il costo medio di produzione di una bottiglia di Chianti Classico Docg è di 4,93€, con un costo minimo di 3,66€ e un massimo di 9,62€. Questo evidenzia innanzitutto come il valore di una bottiglia dello stesso vino possa variare notevolmente già a livello di puro costo di produzione. Ma soprattutto, sarà capitato a tutti di trovare al supermercato bottiglie di Chianti Classico DOCG a 3€ o meno: come è possibile? Cosa c’è dentro quelle bottiglie?

Un prezzo elevato è sempre sinonimo di qualità: no, anche se un prezzo più alto in alcuni casi è giustificato. Ci sono vini particolarmente pregiati che hanno necessariamente, e giustamente, prezzi più alti, sempre per i motivi che abbiamo evidenziato: un Rolex costerà sempre più di uno Swatch, pur essendo entrambi orologi con una loro ragione d’essere, e tra gli Swatch ne troveremo da 40 o da 150€. Il prezzo del vino può inoltre aumentare nel percorso dal produttore al consumatore, passando per i vari intermediari (grossisti, distributori, rappresentanti, etc.). Più saranno i livelli di intermediazione, più il prezzo salirà per un semplice “passaggio di mano”, anche di molto: non è raro che il prezzo della bottiglia al ristorante sia venduta con ricarichi anche del 300% o oltre.

Come fare a orientarsi in un tale labirinto? Informandosi il più possibile, cercando di conoscere i vini e la storia che c’è dietro ogni bottiglia (storia del produttore e dell’azienda, storia e caratteristiche del vino, scelte in vigna e in cantina, tecniche e tempi di vinificazione e affinamento, lunghezza della filiera, etc.) e fidandosi dei consigli degli esperti.

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