Nel panorama delle Langhe, dove il vino è un racconto che si tramanda di generazione in generazione, la storia di Carlo Revello (e Figli) spicca per la sua capacità di unire il calore di una tradizione contadina a una visione moderna. Ci troviamo a La Morra, uno dei comuni più prestigiosi e affascinanti della zona del Barolo, dove le colline disegnano un anfiteatro naturale di rara bellezza. L’avventura della famiglia Revello nel mondo del vino affonda le radici negli anni ’50, quando nonno Giovanni iniziò a coltivare i primi vigneti come affittuario. Tuttavia, la svolta decisiva arriva negli anni '90. E' allora, infatti, che Carlo e suo fratello Lorenzo, dopo altre esperienze lavorative, decidono di prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia. La vera scintilla scocca nel 1992, grazie all'incontro con un "maestro" d'eccezione, l'amico Elio Altare. Con una frase rimasta celebre "Avete una posizione eccezionale, siete giovani, se avete voglia vi do una mano io", Altare accese l’entusiasmo dei fratelli, guidandoli verso una rivoluzione qualitativa che ha portato i vini Revello ai vertici dell’eccellenza internazionale. Nel 2016, i fratelli hanno scelto di dividere le strade per permettere ai rispettivi figli di entrare in azienda. E' nato così il progetto Carlo Revello e Figli, dove Carlo è oggi affiancato dai figli Erik e Niklas, portando avanti quell’anima artigiana che rende unico ogni loro sorso. Il cuore della produzione si trova nella zona dell’Annunziata, una frazione di La Morra celebre per regalare Barolo dotati di un’eleganza quasi ineguagliabili. La filosofia produttiva è improntata a una viticoltura sostenibile: l'uso di diserbanti e insetticidi è stato abbandonato da tempo, preferendo trattamenti mirati a base di zolfo e rame per rispettare l'equilibrio naturale del suolo.
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