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Svinando

Come si apre una bottiglia di spumante (o di Champagne)

Prima regola: niente botto. Se stai per aprire una bottiglia di spumante (o champagne), poche indicazioni possono essere fondamentali per un lavoro ben fatto. E di classe.

Nell’immaginario collettivo lo spumante bisogna aprirlo col botto.

Magari facendo a gara a chi fa saltare il tappo più lontano. D’altra parte l’apertura di uno spumante viene spesso associata a momenti di festa, in cui atteggiamenti rumorosi e goliardici non fanno che aumentare l’atmosfera gioiosa e scanzonata. Come dimostrano le docce di champagne a cui siamo abituati ad assistere alla fine di ogni gara sportiva di rilievo. Tuttavia, l’etichetta e il buon senso suggeriscono un approccio un po’ più sobrio.

Galateo dello spumante (e dello champagne): come si apre la bottiglia

Regola Numero Zero: il botto, nun se fa.

Esatto, l’apertura dello spumante deve essere silenziosa e discreta. Una delusione per molti, lo sappiamo, ma tant’è. Impossibile? Tutt’altro. Vediamo dunque come procedere a un’apertura elegante e ad emissione sonora controllata.

Se la bottiglia è tenuta al fresco in acqua e ghiaccio, la prima operazione da effettuare è asciugarla accuratamente con un tovagliolo. Quindi si può procedere a rimuovere la capsula tagliandola con la lametta del cavatappi appena sotto il cercine. È l’unica operazione per cui c’è bisogno del cavatappi, a meno che la capsula non sia dotata dell’apposita linguetta che ne facilita la rimozione: in questo caso tutte le operazioni di apertura avverranno con il solo ausilio delle mani.

Una volta rimossa completamente la capsula, afferrare con una mano il collo della bottiglia, avendo cura di tenere fermo il tappo (che potrebbe saltare all’improvviso) con il pollice; con l’altra mano, iniziare ad allentare la gabbietta. Se la gabbietta dovesse rompersi, si può usare l’apposita pinza da spumante.

Dopodiché, con una mano tenere ben saldo il tappo, impugnandolo all’interno del palmo, e con l’altra mano far ruotare la base della bottiglia, avendo cura di assecondare il movimento e la pressione facendo fuoriuscire gradualmente il tappo (in questo modo si eviterà anche che l’effetto della pressione interna “aspiri” una quantità eccessiva di sostanze volatili in superficie, creando effetti indesiderati).

A un certo punto si udirà un sibilo: è il momento di interrompere la rotazione e far uscire delicatamente l’ultima parte del tappo, sempre tenendolo nascosto all’interno della mano: voilà. E per evitare le varie docce alcoliche, sarà sufficiente mantenere durante il procedimento la bottiglia in posizione obliqua, evitando di scuoterla come una maraca prima dell’apertura.

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