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Vino Moscato d'Asti DOCG

Il vitigno da cui nasce il Moscato d'Asti DOCG è il moscato bianco, vitigno aromatico diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo fin da tempi antichissimi. Il nome deriva dal latino “muscum” (muschio), in riferimento al suo tipico aroma. Una figura di rilievo per lo sviluppo in Piemonte di una tradizione enologica basata su vini bianchi aromatici e poco alcolici, a fianco dei vini rossi della tradizione, è stato alla fine del Cinquecento Giovan Battista Croce, gioielliere di Carlo Emanuele I. Il riconoscimento della DOC risale al 1967, quello della DOCG al 1993.

Caratteristiche organolettiche del vino Moscato d'Asti DOCG

Il Moscato d'Asti DOCG è un vino che si presenta di colore giallo paglierino brillante; al naso sprigiona un profumo caratteristico, intenso, dall'inconfondibile aroma muschiato, a cui si aggiungono note fruttate e floreali di frutta gialla, fiori bianchi, salvia; in bocca è delicatamente dolce e fragrante, e riconferma le straordinarie note olfattive. Tradizionalmente abbinato ai dolci, regge bene il confronto anche con molte pietanze salate, in particolare con i piatti speziati della cucina etnica. Viene spesso confuso con l'Asti DOCG, che è uno spumante, mentre il Moscato d'Asti DOCG non prevede la presa di spuma (anche se mantiene una certa vivacità naturale).

Zone di produzione del vino Moscato d'Asti DOCG

Le uve destinate alla produzione di Moscato d'Asti DOCG devono provenire unicamente dai comuni che seguono. In provincia di Alessandria, l’intero territorio dei comuni di: Acqui Terme, Alice Bel Colle, Bistagno, Cassine, Grognardo, Ricaldone, Strevi, Terzo e Visone. In provincia di Asti, l'intero territorio dei comuni di:  Bubbio, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Castel Rocchero, Cessole, Coazzolo, Costigliole d’Asti, Fontanile, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maranzana, Mombaruzzo, Monastero Bormida, Montabone, Nizza Monferrato, Quaranti, San Marzano Oliveto, Moasca, Sessame, Vesime, Rocchetta Palafea e San Giorgio Scarampi. In provincia di Cuneo, l'intero territorio dei comuni di: Camo, Castiglione Tinella, Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie, Rocchetta Belbo, Serralunga d’Alba, S. Stefano Belbo, S. Vittoria d’Alba, Treiso, Trezzo Tinella, Castino, Perletto e le frazioni di Como e San Rocco Senodelvio del comune di Alba.

Vitigni consentiti

È ammesso l'uso del solo vitigno moscato bianco.

Norme di produzione

- La produzione massima deve essere di 10 t / ha
- Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4.000 ceppi / ha
- È vietata ogni pratica di forzatura, ma è consentita l'irrigazione di soccorso
- Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo deve essere di 11% vol. (dal 4,5 al 6,5 svolto)
- Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, devono essere effettuate nella zona DOCG

 

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