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Vino Brunello di Montalcino DOCG

Fu nella seconda metà dell'Ottocento che Clemente Santi, padre del Brunello di Montalcino, iniziò a studiare le potenzialità di un clone del vitigno sangiovese, il sangiovese grosso, localmente chiamato brunello, per via del colore particolarmente scuro degli acini.

Successivamente intorno al 1860, il nipote di Clemente, Ferruccio Biondi-Santi (figlio di Jacopo Biondi e di Caterina Santi) iniziò a produrre un vino rosso dalle eccellenti qualità. Nel 1869 un vino prodotto con uve sangiovese grosso in purezza della vendemmia 1865 fu premiato con medaglia d'argento dal Comizio del Circondario. Fu il primo dei riconoscimenti ufficiali di quello che a partire dal 1966, anno di attribuzione della denominazione d'origine controllata, consolidato nel 1980 con l’assegnazione della denominazione d’origine controllata e garantita, è diventato uno dei vini italiani più famosi nel mondo, nonostante sia stato per molti anni un vino conosciuto ed apprezzato solo nei dintorni della zona di produzione. Proprio la sua fama internazionale l’ha portato ad esser uno dei vini maggiormente esportati all’estero, con prenotazioni ed acquisti da parte del mercato statunitense, russo e giapponese effettuate sin dalla vendemmia. Le enormi richieste hanno purtroppo anche portato alcuni produttori, tra il 2002 e il 2006, a violare le rigidità del disciplinare, e ad utilizzare uve non consentite, incorrendo così in sanzioni e conseguente distruzione della produzione colpita dai provvedimenti.

Caratteristiche organolettiche del vino Brunello di Montalcino DOCG

Di colore rosso rubino intenso tendente al granato, nella versione Riserva può guadagnare leggere nouance aranciate. Al naso irrompe per intensità ed eleganza. In bocca asciutto e caldo, conferma l’intensità e la persistenza senza perdere armonia. La sua struttura robusta, complessa ed elegante, che ben si accompagna a piatti molto strutturati, specie se a base di selvaggina da penna e da pelo, merita un servizio in bicchieri dalla forma ampia. Degustato a 18 – 20° C, è altrettanto godibile anche come vino da meditazione. Sorprendente abbinato ai formaggi di media stagionatura della medesima zona di produzione.

Zone di produzione del vino Brunello di Montalcino DOCG

L’alta qualità e tipicità di questo vino è data in primis dal territorio estremamente circoscritto: infatti può essere prodotto esclusivamente all’interno del Comune di Montalcino (SI) in Toscana.

Vitigni consentiti

Sangiovese grosso (detto localmente brunello) al 100%.

Norme di produzione

- Terreni di origine preistorica, collinari, di composizione mista: calcarei, in parte argillosi e sabbiosi, di altitudine massima 600 m s.l.m.
- La produzione massima di uva deve essere di 8 t / ha
- Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 3.000 ceppi / ha
- Il titolo alcolometrico volumico totale minimo deve essere di 12% vol.
- Deve essere sottoposto ad un affinamento di almeno ventiquattro mesi in botti di rovere e quattro mesi in bottiglia, che diventano sei nella tipologia Riserva, se messo in commercio a sei anni dalla vendemmia
- Il 6% di vino dell'annata in affinamento, da usarsi esclusivamente per le colmature, può essere mantenuto in contenitori diversi dal rovere
- Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, devono essere effettuate nella zona DOCG

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