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Vino Negroamaro Terra d'Otranto DOC

Presente sul territorio sin dal VI secolo a.C., in cui monopolizzava l’intera viticoltura brindisina, leccese e tarantina, deve il suo nome alla combinazione del termine latino e greco per indicare il colore nero, a sottolinearne la sua caratteristica tonalità profonda. Una teoria meno accreditata ma più legata al territorio pugliese sostiene che discenda dall’espressione dialettale locale “niuru maru” che significa “nero e amaro”. Attualmente rappresenta oltre il 70% della vasta superficie vitata pugliese. Solo nel 2011 ottiene la denominazione d’origine controllata.

Caratteristiche organolettiche del vino Negroamaro di Terra d'Otranto DOC

Tipologia rosato:
Di colore cerasuolo intenso, in bocca pieno e fruttato, conferma al naso una caratteristica delicatezza comunque corposa, anche nella tipologia frizzante, che lo rende gradevole compagno sia di formaggi freschi sia a fine pasto, specie con i dolci di frutta.
Tipologia rosato spumante:
Tra il tenue e il cerasuolo brillante, in bocca è armonico e fresco, mantenendo il fruttato al naso. Ideale con la pasticceria fresca del territorio.
Tipologia rosso:
Di colore caratteristico rosso rubino tendente al granato, più intenso nella tipologia riserva, in bocca si mostra pieno, armonico e intenso, al naso intenso e persistente. Adatto ad accompagnare formaggi di buona stagionatura e carni elaborate.

Zone di produzione del vino Negroamaro di Terra d'Otranto DOC

È autorizzato alla produzione l’intero territorio amministrativo delle province di Lecce, Taranto e Brindisi.

Vitigni consentiti

Nel rispetto del disciplinare Terra d’Otranto, in tutte le tipologie deve osservare la quantità minima di 90% di uve negroamaro, a cui si possono aggiungere, per la restante parte, uve di altri vitigni a bacca rossa della zona Salento-Arco Ionico salentino.

Norme di produzione

- La produzione massima di uva deve essere di 11 t / ha
- Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo deve essere di 11,5% vol.
- La tipologia Riserva richiede un invecchiamento di almeno 24 mesi
- L’immissione in consumo per le altre tipologie deve avvenire non prima del 1 gennaio dell’anno successivo alla vendemmia
- Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, debbono essere effettuate nella zona DOC

 

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