Benvenuti nel cuore della Breede River Valley, a circa due ore di auto da Città del Capo, in Sudafrica. Qui, in un territorio dove la natura si esprime con una forza e una generosità dirompenti, sorge Alvi’s Drift, una cantina privata che custodisce una delle storie familiari e vitivinicole più affascinanti del panorama sudafricano. Tutto ha inizio nel 1928, quando il capostipite Albertus Viljoen van der Merwe, affettuosamente chiamato ancora oggi "Oupa Alvi" (nonno Alvi), acquistò un terreno fertile lungo le sponde del fiume Breede. Oupa Alvi non era un uomo qualunque: oltre a una visione lungimirante per l'agricoltura, era un pilastro della comunità e un grandissimo giocatore di rugby, tanto da aver segnato la prima storica meta degli Springboks (la nazionale sudafricana) contro gli All Blacks sul suolo africano. Nel 1930, per permettere ai residenti e ai lavoratori di attraversare il fiume in sicurezza, fece costruire un ponte a basso livello. Quella struttura divenne rapidamente nota a tutti come "Alvi’s Drift", ossia il guado di Alvi, un punto di riferimento che oggi dà con orgoglio il nome alla cantina, celebrando il forte legame con il territorio e lo spirito comunitario delle origini. Oggi la tenuta è guidata dalla terza generazione della famiglia, con Alvi van der Merwe, nipote del fondatore ed ex medico convertito alla terra, nel ruolo di winemaker, affiancato dal fratello Johan. La proprietà è un ecosistema immenso e pulsante: oltre ai circa 410 ettari di vigneti, ospita un moderno caseificio, frutteti, e persino una riserva di caccia privata in cui convivono liberamente specie autoctone come springbok, eland e struzzi.
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