Cercate un rosso impegnativo e difficile? Cambiate scheda. Il Barbaresco DOCG Bordini de La Spinetta conquista con la sua freschezza, quasi disarmante, sovvertendo l'idea del rosso austero e impegnativo. Siamo a Neive, uno dei borghi più suggestivi ed emblematici delle Langhe, in provincia di Cuneo. Il vigneto Bordini si stende su colline baciate dal sole, caratterizzate da terreni marnosi e calcarei che regalano alle viti una ventilazione costante. La Spinetta, della famiglia Rivetti, coltiva queste vigne in regime biologico nel pieno rispetto dell'ecosistema. In etichetta spicca il celebre rinoceronte disegnato dall'artista Albrecht Dürer nel Cinquecento. Una scelta originale che richiama la forza, la fierezza e la tenacia necessarie per produrre grandi vini in questa terra meravigliosa. Nebbiolo in purezza, in questo specifico cru, l'uva riesce a sviluppare una finezza straordinaria e una componente aromatica incredibilmente vivace. In cantina la macerazione e la fermentazione alcolica si svolgono in vasche a temperatura controllata per circa 14-15 giorni. La successiva fermentazione malolattica avviene in botti di rovere francese di secondo passaggio. Segue un affinamento in legno per un minimo di nove mesi e un ulteriore riposo in bottiglia. L'uso di legno non nuovo è una scelta vincente per non coprire i profumi originali del frutto. Nel calice si presenta di un brillante colore rosso rubino trasparente. Al naso, profumi freschi, dove spiccano nitide nuance di lampone, fragolina di bosco e petali di rosa. In bocca il sorso rivela deliziose note di frutta rossa ben integrate con sfumature aromatiche delicate. La trama dei tannini è fine e accompagnata da una grande eleganza. La solida struttura e la naturale acidità del Nebbiolo regalano a questo Barbaresco un grande potenziale d'invecchiamento. Può riposare serenamente in cantina per 8-12 anni, sviluppando nel tempo affascinanti note terziarie.
Uno dei più grandi interpreti del vino piemontese. La Spinetta, fondata nel 1977 a Castagnole delle Lanze da Giuseppe "Pin" Rivetti e dalla moglie Lidia, nasce proprio in quel punto magico in cui il Monferrato abbraccia le colline delle Langhe. Tutto comincia con un'intuizione controcorrente: scommettere sul Moscato d'Asti in un'epoca in cui veniva considerato soprattutto un prodotto da grandi volumi. Nasce così il celebre Bricco Quaglia, il primo Moscato prodotto da un singolo vigneto in Italia e La Spinetta dimostra subito che anche un'uva dolce e aromatica può esprimere una dignità e un'identità territoriale straordinarie. Da quell'esordio folgorante, la guida della cantina passa nelle mani dei figli Giorgio, Bruno e Carlo, affiancati oggi da una nuova generazione già pronta a raccoglierne il testimone. Nel 1989 arriva un'altra mossa audace: nasce il "Pin", un indovinato matrimonio tra Barbera e Nebbiolo che spalanca le porte al riscatto della Barbera, trasformandola da vino quotidiano a rosso strutturato e di gran classe. Ma la consacrazione internazionale arriva con i grandi Cru di Nebbiolo. Con la linea Vürsù, La Spinetta valorizza con precisione le differenze tra i vari terroir del Barbaresco, tra cui i celebri vigneti Gallina a Neive, Starderi e Valeirano, fino ad approdare a Grinzane Cavour con il Barolo Campè. Negli anni la produzione si è estesa anche in Toscana, nella zona della Valdera con la tenuta Casanova, oltre a comprendere la gestione della storica casa spumantistica Contratto e l'impegno sul Timorasso nei Colli Tortonesi.