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Vini Sardi

paesaggio mare monti campagna sardegna

Più di 28.000 mila sono gli ettari vitati di una delle isole più belle del Mediterraneo: la Sardegna. L’isola vanta una tradizione vitivinicola secolare, anche se oggi si assiste ad un intenso e diffuso lavoro di riconversione delle vigne storiche verso un’agricoltura più moderna, forse più adatta alle nuove esigenze di mercato. Tutto questo si traduce ovviamente in un continuo aumento degli ettari interessati dalla presenza della vite. Nonostante i vini sardi siano da sempre consumati in prevalenza sul territorio, negli ultimi anni grazie all’altissima qualità dei prodotti isolani, l’esportazione è diventata un aspetto fondamentale per i produttori dell’isola.

Principali vitigni per la produzione dei vini sardi

I vitigni più coltivati in Sardegna sono sicuramente autoctoni: dai rossi cannonau, monica, carignano, pascale, bovale e girò; ai bianchi vermentino, nuragus e malvasia di Sardegna. Non mancano però esempi di vitigni diffusi anche nel resto della nostra penisola, come il sangiovese o il trebbiano; e sono presenti in alcune aree importanti rappresentanze di varietà internazionali.

Principali zone di produzione dei vini sardi

L’unico prodotto che può vantare la denominazione di origine controllata e garantita (ottenuta nel 1996) è il Vermentino di Gallura, vino bianco che nasce nell’area a nord-ovest dell’isola, di grande freschezza e sapidità, dal grado alcolico importante, corposo, dalle sensazioni spesso minerali ed agrumate.
Sono invece 17 le DOC sarde; da ricordare tra le altre la Vernaccia di Oristano, vino giallo-ambrato che deve la sua particolarità al naturale processo di ossidazione a cui viene sottoposto per almeno tre o quattro anni in botti di rovere o castagno: a contatto con l’aria il vino viene ricoperto in superficie di particolari lieviti che lo proteggono dall’ossigeno, conferendogli un aroma caratteristico, che con antico termine dialettale viene definito "murrai". Il Nuragus di Cagliari, la Monica di Sardegna, il Cannonau di Sardegna, il Carignano del Sulcis ed il Girò di Cagliari sono sicuramente le DOC più diffuse e conosciute, sia a livello locale che oltre il mare. Ma non vanno dimenticate le 15 IGT, alcune delle quali raggiungono dei livelli di eccellenza che nulla hanno da invidiare a DOC e DOCG; su tutte l’Ogliastra IGT, prodotta nella zona orientale dell’isola, che in alcuni casi sa raggiungere punte di assoluta qualità.
Tutti i vini dei quattro mori, al naso ed in bocca, ricordano l’isola da cui provengono: vini caldi, di gran corpo, sapidi grazie al mare e potenti grazie al sole. Quando si beve un vino sardo, non lo si confonde con nessun altro vino italiano.

 

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Immagine offerta bottiglia di Coda di volpe Muratori - Svinando
Bottone Scopri
Coda di Volpe del Sannio DOC
2011, Az. Agr. Fratelli Muratori, Campania

Un vino ricco, sia di storia che di sapore: di colore giallo carico, al naso presenta note calde, di paglia e erbe di macchia mediterranea. In bocca è avvolgente, con sentori di mou ed un finale secco e sapido.
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Immagine offerta bottiglia di Taurasi Tenuta Mavì - Svinando
Bottone Scopri
Taurasi DOCG Re Peleo
2006, Tenuta Mavì, Campania

Orgoglio e bandiera dell’enologia campana, il Taurasi rappresenta una valida alternativa ai grandi rossi da invecchiamento come Barolo e Brunello. Vi proponiamo l’annata 2006: ricca di pepe e spezie al naso, sviluppa poi ottimo corpo e un grande equilibrio tra struttura e tannicità....
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