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Vini Calabresi

paesaggio di paesino calabrese arroccato sulla costa e mare

Gli antichi Greci conoscevano la Calabria come Enotria, “Terra del vino”, e i vini calabresi venivano offerti ai vincitori delle Olimpiadi. In tempi più recenti, tra il XIX e il XX secolo, l’epidemia di fillossera e la forte emigrazione hanno dato un duro colpo alla viticoltura calabrese. Per molti anni i vini calabresi sono stati usati come vini da taglio, ma ultimamente, grazie alla caparbietà di alcuni viticoltori locali, il livello qualitativo è salito notevolmente.

Principali vitigni per la produzione dei vini calabresi

L’enologia calabrese è dominata dai vini rossi. I vitigni a bacca scura più diffusi sono l’autoctono gaglioppo, il greco nero e il nerello cappuccio e mascalese. Tra i vitigni a bacca bianca, i più significativi sono il montonico, la guarnaccia, il trebbiano toscano e il greco bianco. Sono oggi piuttosto diffusi anche i vitigni internazionali cabernet sauvignon, merlot e chardonnay. Tradizionalmente le viti in Calabria vengono allevate ad alberello, anche se si stanno diffondendo forme di allevamento più moderne come ad esempio il cordone speronato.

Principali zone di produzione dei vini calabresi

Oggi in Calabria si contano 10 DOC e 10 IGT, per un totale di circa 25.000 ettari vitati su una superficie prevalentemente collinare e montuosa (la Calabria è al 50% collinare e al 40% montuosa, e solo al 10% pianeggiante).
- Cirò: la DOC più conosciuta è senz’altro la Cirò, in provincia di Crotone. Qui si producono vini rossi, rosati e bianchi a base di gaglioppo e greco
- Terre di Cosenza: in provincia di Cosenza si trova la DOC Terre di Cosenza: inizialmente si trattava di due DOC diverse, Pollino e Verbicaro, in seguito unite in un’unica denominazione
- Greco di Bianco: infine è da citare la DOC Greco di Bianco, a sud di Locri, in provincia di Reggio Calabria. Qui si produce un caratteristico vino dolce, che alcuni ritengono essere, insieme al Moscato di Siracusa, il vino più antico d’Italia. La tecnica tradizionale prevedeva due fasi di appassimento: una in pianta e una in riva al mare, sugli scogli

 

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Immagine offerta bottiglia di Coda di volpe Muratori - Svinando
Coda di Volpe del Sannio DOC
2011, Az. Agr. Fratelli Muratori, Campania

Un vino ricco, sia di storia che di sapore: di colore giallo carico, al naso presenta note calde, di paglia e erbe di macchia mediterranea. In bocca è avvolgente, con sentori di mou ed un finale secco e sapido.
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Immagine offerta bottiglia di Primitivo 17 Polvanera - Svinando
Primitivo DOC Polvanera 17 
2009, Az. Agr. Cantine Polvanera, Puglia

Il Primitivo 17 ci ha stupiti: ci aspettavamo la beva impegnativa dei rossi di zona, abbiamo invece trovato un concentrato di confettura e fico fuso a toni più vegetali. Un complesso di emozioni fini, potenti ma non invasive. Bocca di peso, con un allungo finale che lascia la bocca carica di sapori.
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